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FILIERA COLZA PER LA PRODUZIONE DI BIODIESEL
La Federazione Regionale Unci Marche da sempre promuove nelle Marche un’agricoltura multifunzionale caratterizzata dall’utilizzo di pratiche atte a tutelare il paesaggio rurale e dall’adozione di metodi colturali integrati e biologici prestando particolare attenzione alle nuove tecnologie in grado di incrementare la redditività delle aziende agricole.
Approfondite ricerche e prove in campo condotte sia da vari Enti Pubblici e Privati, tra i quali ricordiamo l’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel Settore Agricolo e Forestale della Regione
Toscana) e l’AGRODINAMICA s.r.l. , hanno dimostrato la concreta possibilità di ottenere un ottimo biodisel partendo dall’esterificazione dall’olio di colza coltivata secondo tecniche colturali a basso impatto ambientale.
Alla luce di tali risultati l’Unci Marche ha promosso la realizzazione di una vera e propria filiera per la produzione di biodiesel, raccogliendo l’adesione di imprese agricole interessate alla coltivazione di colza e predisponendo appositi contratti di coltivazione con l’AGRODINAMICA s.r.l (per la raccolta e la macina del prodotto) e la la BUNGE ITALIA s.p.a. (per la produzione di biodiesel).
La suddetta filiera neo-costituita sta producendo eccellenti risultati dimostrando che il colza rappresenta una valida e concreta alternativa di investimento per le aziende agricole locale. In particolare:
• è una coltura adatta alla ambiente pedoclimatico locale e coltivabile mediante tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale e a basso costo (dato che essendo particolarmente rustica richiede poche pratiche colturali e fitosanitarie);
• visti i margini di guadagno rappresenta una valida fonte di reddito aggiuntiva per l’impresa agricola;
• contiene i processi di abbandono delle aree meno competitive, in termini di qualità e quantità, per le produzioni convenzionali poiché, trattandosi un pianta “rustica”, può essere coltivata anche in terreni marginali;
• produce effetti positivi sul piano paesaggistico e sulla salvaguardia della flora e fauna selvatica per l’utilizzo di pratiche colturali meno intensive;
• può essere coltivata in sostituzione di quelle colture per le quali sono prevedibili a breve situazioni assai complesse sul piano della competitività economica, soprattutto a causa dell’allargamento dei mercati e di una prevedibile minore protezione delle produzioni comunitarie: il colza costituisce una eccellente coltura da rinnovo, in particolare per il grano, e lascia una eccellente struttura del terreno mettendolo nelle migliori condizioni per ridurre le lavorazioni delle principali colture in rotazione.
L’UNCI MARCHE sta attualmente realizzando nelle province di Macerata ed Ancona delle attività informative (convegni, seminari, workshops, siti, pubblicazioni e visite guidate), finanziati con i Fondi del Piano di Azione Bieticolo Saccarifero - Bando Misura 111 - Sottomisura b) lettera c) - ANNO 2009, con lo scopo di informare/formare gli imprenditori agricoltori in merito alla coltivazione del colza per la produzione di biodiesel ed individuare nuove aziende interessate ad aderire alla Filiera.
Obiettivo principale dell'iniziativa informativa:
- promuovere la sottoscrizione di contratti per la coltivazione del Colza per la Produzone di Biodiesel;
- fornire tutte le informazioni e le cognizioni tecnico-agronomiche necessarie per la coltivazione del colza;
- presentare le possibili filiere agroalimentari ed agroenergetiche che possono essere realizzate nell’ambito dei processi di riconversione del settore ex bieticolo;
- informare gli imprenditori agricoli sugli aspetti economici delle possibili alternative colturali alla bietola.
Fornire agli agricoltori le cognizioni tecnico-agronomiche necessarie per la coltivazione del Colzareparare gli imprenditori agricoli e forestali all’introduzione in azienda di tecniche di coltivazione ed allevamento migliorative per l’ambiente e favorevoli alla tutela e valorizzazione del paesaggio rurale, nonché favorire la sensibilizzazione degli operatori agricoli e forestali in materia di gestione sostenibile delle risorse naturali, con riferimento ai requisiti della condizionalità ed alla necessità di promuovere l’agricoltura a basso impatto ambientale..
Altro obiettivo:
Presentare agli imprenditori agricoli una nuova tecnologia che utilizza le paglie del colza per la produzione di energia tramite il processo della pirolisi. Tramite tale impianto è possibile produrre direttamente in azienda energia elettrica da vendere all’Enel o altro gestore ed energia termica da utilizzare per usi urbani (teleriscaldamento) o usi agricoli (far funzionare celle frigo o punti di essiccazione).

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