Home
Gestione sostenibile risorse naturali PDF Stampa E-mail

 

 

  

 

AGRICOLTURA BIOLOGICA

l

Le aziende aderenti alla Filiera Producono anche sementi biologiche certificate sotto il controllo sia dell'Ense sia di un ente certificatore terzo.

 

Gli imprenditori agricoli che necessitano di informazioni/chiarimenti in merito a tale tipologia di produzione possono contattarci in occasione dei vari eventi informativi realizzati sul territorio (seminari,workshop,ecc.), tramite email ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), scaricando il "Manuale per la produzione di Sementi Biologiche" dal seguente link:

 

http://www.uncimarche.org/joomla/attachments/074_Manuale%20di%20AgricolturaBiologica.pdf

 

 

ECOCONDIZIONALITA'

L’Unione Europea comprende oggi 27 Paesi membri (con circa 490 milioni di abitanti) ciascuno dei quali ha la propria lingua, storia, cultura, tradizione e comuni valori di democrazia, libertà, giustizia sociale e pace.

L’agricoltura rappresenta un’importante risorsa per l’uomo, soprattutto per coloro che vivono nelle cosiddette zone rurali, le cui “regole comuni” sono dettate dalla Politica Agricola Comune (PAC), decisa e finanziata per tutti gli Stati Membri della UE al fine di migliorare la produzione e la commercializzazione dei prodotti agricoli.

La PAC (Politica Agricola Comune) è un insieme di norme e meccanismi che regolano la produzione, gli scambi (commercializzazione) e la lavorazione dei prodotti agricoli nell'ambito dell'Unione Europea (UE).

I principi della PAC furono fissati nel luglio 1958 in occasione della Conferenza di Stresa (Regione Piemonte), ma entrarono definitivamente in vigore il 14 gennaio 1962.

Le principali finalità della PAC indicate nel Trattato CE sono:

  • incrementare la produttività dell'agricoltura, sviluppando ad esempio il progresso tecnico;
  • consentire un impiego migliore della manodopera;
  • assicurare un tenore di vita migliore alla popolazione agricola, grazie, in particolare, al miglioramento del reddito individuale di coloro che lavorano nell'agricoltura;
  • garantire la sicurezza degli approvvigionamenti;
  • assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne per i consumatori.

Tali finalità sono state modificate ed integrate nel corso delle varie riforme relative alla politica agricola con i seguenti obiettivi:

  • rafforzare la competitività delle materie prime agricole sui mercati interni e mondiali;
  • promuovere un tenore di vita adeguato per la comunità agricola;
  • creare posti di lavoro sostitutivi e di altre fonti di reddito per i lavoratori agricoli;
  • elaborare una nuova politica dello sviluppo rurale come secondo pilastro della PAC;
  • integrare maggiormente nella PAC questioni ambientali e strutturali;
  • migliorare la qualità dei prodotti alimentari e della loro sicurezza;
  • semplificare la legislazione in materia agraria.

Nata dunque cinquant’anni fa, dopo un periodo di carenza alimentare verificatasi durante e dopo la seconda guerra mondiale, la PAC inizialmente incoraggiò gli agricoltori, attraverso incentivi economici, sia a ristrutturare il settore dell’agricoltura (fortemente danneggiato dalla guerra) sia a raggiungere l’autosufficienza alimentare attraverso l’incremento della produttività nella catena alimentare. Con il passare del tempo, però, le risorse alimentari raggiunsero quantità tali da determinare la formazione delle “eccedenze alimentari”, superando notevolmente, già negli anni '70, l’autosufficienza tanto ambita.

Per porre rimedio a tali eccedenze e tenendo conto dell’ingresso di altri Paesi, l’UE decise di destinare parte degli alimenti alle esportazioni, parte alla distruzione e parte all’immagazzinamento. Inoltre, a partire dal 1972 fino ai giorni nostri, furono attuate, una serie di riforme alla PAC.

Come già sottolineato, la più recente riforma della PAC vuole sostenere non più la maggiore produzione possibile di alimenti ai prezzi più convenienti, bensì una produzione di alimenti di qualità, come ad esempio i prodotti riconosciuti DOP/IGP/STG, sani e sicuri .

 

La PAC odierna privilegia dunque la sicurezza, la qualità degli alimenti e una produzione ecologicamente sostenibile, incoraggiando ad esempio metodi di produzione da agricoltura biologica.

Inoltre, la nuova PAC mira a tutelare le esigenze delle regioni rurali d’Europa maggiormente svantaggiate ed a rischio di spopolamento, cercando di rendere più competitive le aziende agricole, adottando politiche di sviluppo rurale.

 

Cos’é La Condizionalità

La condizionalità è una componente fondamentale della riforma della politica agricola comune (PAC) approvata dalla Comunità europea nel 2003 (vedi Regolamento (CE) n. 1782/03 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della Politica Agricola Comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori).

Per ecocondizionalità (misura orizzontale della PAC), si intende l'erogazione del pagamento (finanziamento) a condizione che le attività agricole vengano svolte rispettando i criteri di gestione obbligatoria in materia ambientale, di sicurezza alimentare, di benessere e salute degli animali oltre che le buone condizioni agronomiche e ambientali, prescritti da specifiche direttive comunitarie.

 

In base al principio della condizionalità tutti gli agricoltori che intendono beneficiare dei finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea attraverso la stessa PAC devono rispettare una serie di impegni di corretta gestione agronomica dei terreni, salvaguardia dell’ambiente salute pubblica e degli animali, benessere animale.

La non conformità a tali impegni comporta l’attivazione di un meccanismo di riduzione dell’insieme dei pagamenti diretti a cui ciascun agricoltore avrebbe diritto

 

Obiettivi condizionalità

La condizionalità ha il duplice obiettivo di incrementare la sostenibilità ambientale delle attività agricole e di soddisfare le aspettative e gli interessi dei consumatori.

 

Soggetti interessati

Le norme sulla condizionalità devono essere rispettate da tutte le aziende agricole che aderiscono al sistema degli aiuti diretti, ai sensi del regolamento (CE) n. 1782/03, fra cui sono compresi anche gli agricoltori che ricevevano il premio per la produzione di olio d'oliva, per i vitelli, per il mantenimento delle vacche nutrici, per gli ovi-caprini. Tale obbligo viene esteso anche alle aziende che aderiscono al Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, di cui al regolamento (CE) n. 1698/05, per le seguenti misure:


- indennità compensative per le zone svantaggiate
- indennità per le aree di "Natura 2000"
- pagamenti agro-ambientali
- pagamenti per il benessere degli animali
- misure per l'utilizzo sostenibile delle superfici forestali.

A partire dal 2009, secondo quanto previsto dalla delibera n. 1789 del 22 dicembre 2008 (sostituta dalla delibera n. 132 del 5 febbraio 2010), anche il settore vitivinicolo rientra nel regime della condizionalità, quindi sono interessati i beneficiari di:

- programmi di sostegno della vendemmia verde;
- pagamenti nell'ambito dei programmi di sostegno per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti;
- pagamenti del premio di estirpazione.

 Gli impegni di condizionalità devono essere rispettati su qualsiasi superficie agricola dell’azienda beneficiaria di pagamenti diretti, inclusi i terreni in relazione ai quali non si percepisce alcun aiuto.

 

 Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) e Buone Condizioni

Agronomiche ed Ambientali (BCAA)

 Gli impegni a cui ogni agricoltore deve fare riferimento sono suddivisi in due grandi categorie:

 

Criteri di Gestione Obbligatori (CGO), ovvero disposizioni di legge successivamente indicate con "Atti" già in vigore e derivanti dall’applicazione nazionale di corrispondenti disposizioni comunitarie.

 

Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA) successivamente indicate con "Norme" stabilite a livello nazionale per garantire il raggiungimento di quattro obiettivi prioritari fissati dall’Unione Europea ovvero:

- proteggere il suolo mediante misure idonee;

- mantenere i livelli di sostanza organica del suolo mediante opportune pratiche;

- proteggere la struttura del suolo mediante misure adeguate;

- assicurare un livello minimo di mantenimento dell’ecosistema ed evitare il deterioramento degli habitat

 

L’insieme degli impegni da rispettare in relazione ai quali l’agricoltore sottoscrive una specifica dichiarazione di intenti in fase di domanda sono raggruppati in CAMPI DI CONDIZIONALITA’ ognuno dei quali fa riferimento a quattro settori omogenei quali:

- Ambiente

- Sanità pubblica salute delle piante e degli animali

- Igiene e benessere degli animali

- Buone condizioni agronomiche ed ambientali

 Le aziende agricole tenute al rispetto della condizionalità non devono necessariamente rispettare tutti gli Atti e le Norme previste; infatti il numero e la tipologia degli impegni differiscono caso per caso così come di seguito specificato:

 Per i Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) in vigore dal 2005 gli impegni sono differenziati in

base a:        

 - ubicazione dell’azienda agricola rispetto alla perimetrazione delle aree sensibili dal punto di vista ambientale;

 - utilizzo di determinate sostanze pericolose e di fanghi;

 - presenza di allevamenti zootecnici.

 

Per le norme relative alle Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA) gli impegni sono invece differenziati per:

 - tipologia di utilizzazione delle singole particelle aziendali;

 - ubicazione dell’azienda agricola rispetto alla perimetrazione delle aree sensibili dal punto di vista ambientale.

 

Per conoscere quali impegni riferiti alle BCAA devono essere rispettati occorre verificare quali delle seguenti tipologie di utilizzazione delle superfici agricole sono presenti in azienda.

 

Per l'anno 2010 la Regione Marche ha recepito le norme relative al regime della condizionalità, ai sensi del decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali n. 30125 del 22 dicembre 2009, con la Delibera della Giunta Regionale n. 2 del 11 gennaio 2010, scaricabile dal seguente link:

 

http://www.agri.marche.it/Aree%20tematiche/Condizionalita/default.htm

 
Copyright © 2012 UNCI MARCHE. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
 

Chi è online

 5 visitatori online

Sottoscrivi NEWS UNCI Marche

News UNCI Marche


Ricevi HTML?

Notizie flash

CIRCOLARE UNCI MARCHE - Marzo 2012

Emanata nuova circolare bandi UNCI-Marche su:

  1. Provincia di Ancona - "Borse lavoro";
  2. Regione Marche - "Prestito d'onore";
  3. Regione Marche - "Fondo di garanzia PMI";
  4. MISE - "Fondo Nazionale per l'Innovazione";
  5. Italia Lavoro - "Contibuti per contratti di apprendistato".
Leggi tutto...
 
Circolari UNCI Marche - Ottobre 2011

Emanate due Circolari UNCI Marche su:

  1. Provincia di Pesaro: avviso pubblico per la presentazione di borse di studio per la realizzazione di PROGETTI DI RICERCA;
  2. Cooperative Sociali e Soci Volontari: Sicurezza sui luoghi di lavoro (DECRETO 13 aprile 2011)
Leggi tutto...
 
Provincia di Pesaro: Avviso Borse di Studio (Scadenza:15.11.2011)

La Provincia di Pesaro e Urbino ha approvato un Avviso Pubblico per la presentazione di Borse di Studio per la realizzazione di PROGETTI DI RICERCA di innovazione tecnologica all’impresa a valere sull'Asse Capitale Umano del Fondo Sociale Europeo 2007/2013.
L’avviso pubblico finanzia borse di studio per la realizzazione di progetti di ricerca nell’area dell’innovazione tecnologica e del trasferimento tecnologico alle imprese, in raccordo con i sistemi dell’università e della ricerca.

 

Leggi tutto...
 
Indennità di mobilità/associazione in cooperativa - Circolare Ufficio Studi UNCI

Leggi tutto...
 
Bilanci 31.12.2010 - Ires Società Cooperative - Articolo Italia Oggi 18.04.2011
Leggi tutto...
 
Circolare UNCI Marche Prot. 125/2011

Comunicazione relativa ai termini previsti dalla normativa vigente

per la redazione e per l’approvazione del Bilancio di Esercizio al 31.12.2010.

Leggi tutto...