GLI
SCOPI
Le società cooperative da sempre sviluppano la loro capacità
di lavoro in un mercato pensato per altre tipologie d’impresa e
quindi distante dalla propria tradizione culturale. Malgrado tali premesse,
da tempo la Cooperazione ha saputo abbandonare progressivamente il ruolo
tradizionale di forza complementare, per assumere quello di terza componente
strutturale del sistema economico e, attraverso l’istituzione dei
fondi mutualistici, ha saputo realizzare un legame fra le cooperative
presenti sul mercato e lo sviluppo di nuove realtà del settore.
In sostanza, si promuove un sistema di sviluppo cooperativo che non riceve
risorse dall’esterno ma si autoalimenta con effetti altamente positivi.
Le motivazioni di una scelta del genere risiedono nella constatazione
del fatto che le ridotte potenzialità delle singole nuove, per
lo più di modeste dimensioni e prive dei mezzi sufficienti, sono
di ostacolo al finanziamento dello sviluppo e della ricerca che sarebbero
languenti se non sopravvenissero le risorse della categoria.
Questa mutualità esterna, pur non risolvendo evidentemente il problema
di dotarsi strutturalmente di una riserva divisibile, offre alle nuove
cooperative uno strumento finanziario, solo in parte svincolato dal sistema
bancario tradizionale, che consente loro d’iniziare un’attività
in diversi settori e di formare i propri dirigenti.
In quest’ottica, l’Unione Nazionale Cooperative Italiane,
propone, tramite le cooperative aderenti, un nuovo modello di sviluppo:
quello dell’economia solidale. La nostra associazione nazionale
di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del movimento cooperativo,
ispira infatti le proprie azioni politiche ad un modello sociale nuovo,
mirante all’affermazione di una solidarietà di tipo cooperativo
e la Promocoop, in questo contesto, attraverso la gestione del fondo mutualistico,
svolge un ruolo di coordinamento ed utilizzo di risorse che, facendo riferimento
all’universo UNCI nel suo complesso, ne incrementa il valore lavoro.
Pertanto, il rifiuto della “mera logica del profitto” assieme
ad una forte coscienza del significato della propria collocazione nell’UNCI,
che riflettendosi nella sua azione istituzionale ne fa una realtà
totalmente integrata, ci permette di considerare la Promocoop un’importante
catalizzatore di quel processo virtuale che ormai da decenni l’UNCI
porta avanti.
Detta virtualità ha finora avuto effetti molto contagiosi e prova
ne è, tra l’altro, il gran numero di imprese cooperative
che sono nate negli ultimi anni anche grazie al contributo della Promocoop.
La destinazione di una parte degli utili netti delle cooperative aderenti
all’adempimento dei fini sociali propri di una realtà che
non è semplicemente la somma delle singole componenti ma che le
attraversa e le supera, incrementa lo spessore morale e culturale del
Progetto UNCI per il lavoro (infatti, dare lavoro a chi non l’ha
ovvero, permettere a soggetti privi di possibilità lo svolgimento
di un’attività produttiva con tutti i benefici personali
connessi all’esercizio di un’attività lavorativa non
disumanizzante, è uno dei risultati della corretta applicazione
del metodo cooperativo che non necessita di ulteriori commenti).
Abbattendo i costi globali di produzione dovuti ad un ulteriore potenziamento,
svolto appunto anche dalla Promocoop, delle risorse altrimenti interpretabili
in termini di profitto per la creazione di nuovo lavoro, l’universo
UNCI spinge verso una radicale riconsiderazione delle scelte keynesiane,
invertendo la logica “capitale-lavoro” e incentivando le forme
dirette, associative e cooperative, di auto-lavoro.
La Promocoop S.p.A. alimenta il proprio fondo con il 3% degli utili versati
dalle cooperative aderenti distribuito su tutto il territorio nazionale
nonché con il patrimonio residuo delle cooperative in liquidazione
dedotti il capitale versato e rivalutato ed i dividendi eventualmente
maturati.
La Società è costituita, al momento, dalla sola articolazione
centrale, gli uffici sono ubicati a Roma, in Via San Sotero 32 e si avvale,
per particolari esigenze e compiti sul territorio, delle strutture regionali
dell’UNCI.
L’ATTIVITA’ DI CERTIFICAZIONE LSU/LPU
Per quanto
riguarda le attività che la Società svolge attualmente è
necessario aprire un breve capitolo sul ruolo esercitato dalla Promocoop,
dal 1997, nel campo delle politiche attive per l’occupazione.
Bisogna infatti ricordare che i Fondi mutualistici, per espresse disposizioni
legislative, hanno assunto un ruolo fondamentale per la realizzazione
dei progetti riguardanti lavori di pubblica utilità; infatti i
fondi mutualistici nelle funzioni di agenzia di promozione di lavoro e
di impresa sono stati autorizzati a fornire l’assistenza tecnico
progettuale alle imprese ed agli enti proponenti i lavori di pubblica
utilità e a rilasciare una certificazione che valga a qualificare
l’iniziativa imprenditoriale garantendo la possibilità concreta
della sua permanenza autonoma sul mercato oltre la durata dell’intervento
statale.
La Promocoop S.p.A., confermando il suo ruolo nel settore delle politiche
attive dell’occupazione, ha prestato assistenza tecnica nei confronti
di soggetti promotori di LSU/LPU al fine di sviluppare piani progettuali
che garantiscono, ai lavoratori impegnati, la possibilità di creare,
attraverso la costituzione di cooperative, delle solide opportunità
di lavoro in un contesto che reinterpreta l’economia ed il lavoro
in una chiave sociale e solidaristica e non in termini individualistici
e di profitto.
La Promocoop, infatti, considera come proprio compito quello di collaborare
affinché le attività che vengono progettate ed attuate siano
economicamente sane al fine di sviluppare quella cultura cooperativa articolata
su un sistema di economia sociale che recuperi in gran parte le disfunzioni
dell’attuale stato neocapitalista.
In particolare nel campo degli LPU/LSU la Società ha fornito assistenza
e certificazione, grazie anche ad una reale e fattiva collaborazione con
le Federazioni territoriali, per 66 progetti sia nelle regioni del Mezzogiorno
che nei territori del centro Italia colpiti dal sisma. In particolare,
grazie al Dlgs 280 del 1997, 55 progetti sono stati certificati dalla
Promocoop e di questi 19 sono stati approvati dalle C.R.I. L’opportunità
concesse dal Dlgs 468 del 1997 hanno permesso invece di certificare 11
progetti, dei quali 9 sono andati a buon fine ed approvati dalle C.R.I.
competenti.
Si tratta di progetti, attivati principalmente nei settori dei servizi
alla persona, salvaguardia e cura dell’ambiente e del territorio,
recupero e riqualificazione degli spazi urbani, che offrono la possibilità
per 295 disoccupati, in gran parte giovani, di lavorare ricevendo per
i primi 12 mesi un contributo dallo Stato e , successivamente, di creare
attività stabili nel tempo tramite l’affidamento dei servizi
a imprese pre-individuate e costituite sotto forma cooperativa.
IL SOSTEGNO FINANZIARIO ALLE IMPRESE COOPERATIVE
Nell’ambito
dell’applicazione dell’art.11 della Legge 59/92, ai fini della
promozione e del finanziamento di nuove imprese cooperative e di iniziative
di sviluppo della cooperazione, la Promocoop istituisce, ogni anno dal
1997, un Bando di concorso per l’erogazione dei contributi finalizzati
alla costituzione di nuove imprese cooperative.
Tale iniziativa ha riscosso un notevole successo, stimolando l’interesse
soprattutto nel Mezzogiorno italiano.
I bandi del ’97, ’98, ’99, 2000 e 2001 hanno contribuito
alla costituzione di ben 116 nuove cooperative (il 17% al Nord - il 33%
al Centro – il 51% al Sud) nelle quali hanno trovato impiego 677
persone (il 15% al Nord – il 24% al Centro – il 61% al Sud).
Di queste nuove cooperative, è importante sottolinearlo, circa
il 25% sono cooperative sociali costituite in maggioranza da giovani.
Sotto il profilo delle singole cooperative nate grazie ai supporti dei
fondi stessi, appare evidente il contributo incentivante da essi fornito,
costituito dal fatto che
si consente di intraprendere anche a soggetti di per sé privi di
possibilità, l’attività produttiva. Il solidarismo
categoriale si traduce nell’eliminazione di ostacoli, a volte altrimenti
insuperabili, all’esercizio della libertà di iniziativa economica
in forma cooperativa.
Il problema finanziario attuale della Promocoop S.p.A. consiste in una
domanda nettamente superiore alle disponibilità del Fondo, e ciò
a testimonianza di un ruolo che cresce nel tempo e di un necessario salto
di qualità in direzione del rafforzamento del ruolo a supporto
di un sistema di imprese.
Occorre inoltre notare come le azioni di sostegno alla nascita di nuove
imprese svolte dalla Promocoop S.p.A. evidenziano l’espansione della
cooperazione sociale. Non mancano, naturalmente, le altre forme, ma occorre
tenere conto di questo fenomeno sia perché è in crescita,
sia perché si tratta di promozione di cooperative in situazioni
di assenza di incentivi pubblici. Ciò che spinge pertanto la Promocoop
S.p.A. ad un sostegno del modello della cooperazione sociale risiede nel
fatto che i nuovi cooperatori hanno trovato in essa la risposta più
funzionale all’esigenza di trasferire in termini imprenditoriali
esperienze maturate nell’associazionismo entrando, così,
a far parte di una rete organizzata e di un movimento cooperativo con
una precisa “missione”.
La Promocoop S.p.A. infatti ritiene interesse legittimo investire le proprie
risorse per quelle forme di cooperazione che maggiormente accreditano
e qualificano la sua funzione e la partecipazione al ridisegno delle istituzioni
sociali ed economiche nel senso già indicato di “umanizzare”
le regole del mercato, diffondere equità, giustizia sociale e democrazia
economica, aumentando i livelli e la diffusione della qualità della
vita.
LA FORMAZIONE
PROFESSIONALE
Nell’ambito
delle finalità di cui all’art. 11 di garantire alle cooperative
associate un supporto specialistico che ha come obiettivo quello di qualificare
i soci fornendo un continuo aggiornamento ai quadri cooperativi, la Promocoop
promuove la formazione tecnica e professionale finalizzata alla valorizzazione
delle risorse umane nei differenti settori produttivi con particolare
riferimento alla creazione di figure professionali destinate ai nuovi
settori occupazionali delle imprese cooperative.
Le nostre cooperative, prevalentemente orientate verso prospettive di
consolidamento e sviluppo, hanno necessità di una continua formazione
a livelli dirigenziali, per cui si è dato particolare importanza
alla qualificazione e all’aggiornamento professionale dei dirigenti
cooperativi. E’ emersa pertanto, l’importanza di innestare,
in questo campo, appropriati percorsi di formazione continua, di formazione
manageriale, di qualificazione e aggiornamento professionale, potenziando
le funzioni dirigenziali più strettamente legate all’innovazione,
alla gestione amministrativa e finanziaria, alla gestione dei rapporti
coi soci, alla ricerca e sviluppo, nella consapevolezza dell’esigenza
di un forte e necessario investimento che consenta di accreditare i fattori
di reale diversità e specificità del modello cooperativo
al fine di offrire una maggiore ed autonoma visibilità.
In particolare, nella lista delle attività in campo formativo,
la Promocoop ha svolto le seguenti azioni:
- nel 1995 ha organizzato e finanziato un corso per Dirigenti Revisori
di Cooperative di Roma per la durata di 30 giorni con la partecipazione
di 30 aspiranti revisori;
- nel 1996 ha finanziato ed organizzato, con il patrocinio della C.E.I.
un Master in Imprenditorialità cooperativa, svoltosi a Paestum;
- nel 1997 ha organizzato e finanziato il Seminario di aggiornamento per
quadri tecnici della cooperazione, svoltosi a Roma e Lecco;
- dal 1996 ad oggi partecipa al finanziamento del Corso di perfezionamento
post-lauream in Economia Cooperativa realizzato dalle 4 centrali cooperative
(finanziato dai rispettivi fondi mutualistici) dall’Istituto di
Studi Cooperativi “Luigi Luzzati” e dalla Facoltà di
Economia dell’Università di Bologna;
- nel 1998 ha partecipato al finanziamento del corso in “Economia
delle imprese cooperative”, promosso dalla Facoltà di Economia
“Federico Caffè”, dell’Università degli
Studi di Roma Tre e dalle 4 centrali cooperative del Lazio;
- dal 1999 al 2001 ha partecipato al finanziamento del Progetto presentato
dall’Unci “Corso di specializzazione per esperti di gestione
e sviluppo aziendale delle imprese cooperative” realizzato in Campania
con il supporto della facoltà di Economia di Capua dell’Università
Federico II di Napoli, con il cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo
in collaborazione con il Ministero dell’Università della
Ricerca Scientifica e Tecnologica.
- nel 2002 partecipa al finanziamento del Progetto presentato dall’Unci
“Imprenditorialità nel Mezzogiorno” Legge 1.03.1986
n. 64 – A.O. 2 – realizzato a Bari in collaborazione con il
Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica
al fine di formare nuovi profili professionali specializzati denominati
Agenti di Promozione Cooperativa e Agenti di Impresa Cooperativa.
L’ASSISTENZA TECNICA E PROGETTUALE NEL CAMPO DELLA COOPERAZIONE
SOCIALE
La Promocoop
S.p.A. ha stipulato nel 1999 una convenzione con la cooperativa sociale
“Out-Out” al fine di realizzare il progetto Onda, una iniziativa
mirata a dotare le cooperative aderenti all’UNCI e loro consorzi
ed ai giovani interessati a costituire nuove iniziative di cooperazione
sociale, dei servizi di cui necessitano attraverso:
- uno sportello informativo per offrire assistenza finalizzata alla partecipazione,
progettazione, realizzazione delle gare d’appalto pubbliche;
- una banca dati operatori del settore sociale: sociologi, psicologi,
educatori, assistenti alla persona, infermieri e fisioterapisti;
- una banca dati appalti per essere aggiornati in tempo reale sui servizi
offerti in convenzione dalle P.A. su tutto il territorio nazionale;
- un supporto alla progettazione di iniziative comunitarie
- dei collegamenti con le Università, le Regioni e le P.A.
- la consultazione di materiale bibliografico attraverso una biblioteca
del sociale.
L’iniziativa ha avuto un grande successo contribuendo a garantire
assistenza alle cooperative soprattutto nelle fase di strart-up..
IL PROGETTO UNCI SUI CENTRI E CIRCOLI COOPERATIVI
Occorre infine
citare, nell’ambito della promozione di studi e ricerche su temi
economici e sociali di rilevante interesse per il movimento cooperativo,
l’attività svolta dalla Promocoop, in collaborazione con
il CEISCO – Centro Studi per lo sviluppo della cooperazione - per
la promozione e la diffusione sul territorio di un progetto, messo a punto
dall’UNCI, “Centri e Circoli cooperativi”, finalizzato
a fare emergere nuove modalità di partecipazione sociale attraverso
forme inedite di autorganizzazione in forma cooperativa della società,
che rappresentino un elemento di mediazione tra le istanze imprenditoriali
della società post-moderna e le esigenze di solidarietà
e responsabilità sociale proprie della collettività. Il
progetto dei Centri e Circoli Cooperativi, promosso dall’UNCI e
nel quale la Promocoop ha creduto e partecipato attivamente, nasce dalla
consapevolezza che la crisi economica della società occidentale,
riducendo l’entità degli interventi statali, si riflette
anche sulle politiche sociali e sulle spese per il Welfare sollecitando
iniziative e progetti nell’ambito dell’associazionismo. Attraverso
i Centri e Circoli cooperativi si persegue lo scopo di stimolare ed incoraggiare
le famiglie ad organizzarsi in cooperative al fine di raggiungere obiettivi
comuni, costituendo in tal modo un momento di crescita del senso di responsabilità
civile, di partecipazione alle istanze collettive, ampliando, ed in qualche
modo integrando, le funzioni primarie della famiglia stessa.
I Circoli Cooperativi familiari organizzati in forma cooperativa dovranno
far proprie due grandi insieme di funzioni che, complessivamente delineano
il senso di una strategia societaria: quella di far uscire la famiglia
da una condizione puramente assistita di destinatario passiv?o. Il primo
grande insieme riguarda la funzione di advocacy ossia tutela promozionale
dei diritti. Il Circolo cooperativo familiare esprime ed organizza le
esigenze collettive e diffuse delle famiglie, promuovendone la tutela
in quanto relazione di reciprocità e solidarietà fra i sessi
e fra le generazioni. Il caso del’equità fiscale è
un esempio in quanto le famiglie che si assumono la responsabilità
della crescita e della formazione di un individuo dovrebbero essere favorite
rispetto ad altri soggetti tributari. Il Circolo cooperativo familiare
può rappresentare uno strumento per organizzare tutte quelle azioni
che possono tutelare in maniera più efficace quei diritti che lo
Stato tarda a riconoscere alla famiglia.
Il secondo insieme di funzioni dei Circoli cooperativi familiari riguarda
l’autorganizzazione di attività e servizi di vita quotidiana.
I Circoli cooperativi familiari organizzano servizi in proprio e il raggio
d’azione di tali servizi è potenzialmente assai vasto. Esso
può includere l’educazione dei figli, cure per i malati,
ascolto di sostegno relazionale, ecc. Ed è importante che le due
funzioni di tutela ed autorganizzazione siano realizzate simultaneamente.
L’Unci considera auspicabile anche la nascita di Centri sanitari
sociali fondati sulle famiglie e sulle reti informali. L’obiettivo
è quello di permettere alla cittadinanza di affrontare i propri
problemi socio-sanitari nel proprio ambiente di vita in modo tale che
tutto il sistema di cure si configuri come un’ampia area di sostegno.
Le attività che i Centri sanitari sociali potranno svolgere in
sinergia con i Centri cooperativi familiari e con le altre istituzioni
pubbliche vanno dalla gestione di punti di primo aiuto per anziani e disabili
che vivono soli alla costituzione di centri di assistenza per il recupero
dei tossico-dipendenti. I Centri sanitari sociali possono divenire un
intermediario tra utenti ed operatori che parteciperanno entrambi all’assunzione
di decisioni sui costi e sulla modalità d’uso dei servizi2.
Infine le famiglie italiane potranno giocare un ruolo importante anche
in materia di politiche per l’occupazione. I Circoli cooperativi
per l’occupazione, in attesa di una precisa normativa al riguardo,
potranno essere vere e proprie agenzie di collocamento no-profit svolgendo
una funzione di osservazione-regolazione-intermediazione nel porre in
relazione domanda e offerta di lavoro. Le attività che i Circoli
cooperativi per l’occupazione potranno svolgere vanno dalla job
creation, alla formazione e all’orientamento; dall’aggiornamento
alla creazione di fondi a carattere assicurativo, integrativo degli ammortizzatori
sociali di cui i soci possono usufruire a seguito della perdita del posto
di lavoro.
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